Google
 

Viterbo - Passaggio di consegne tra Ascenzi e Vittori - Fotocronaca

Natura e tecnologia per Fiore del Cielo

di Giuseppe Ferlicca
Viterbo - 28 febbraio 2009 - ore 14,10

Il passaggio di consegne e la premiazione dei primi tre bozzetti
Arturo Vittori, l'ideatore di Fiore del cielo
Il passaggio di consegne con Raffaele Ascenzi
Gianluca di Prospero, il terzo classficato
Grifa, la seconda classificata
A destra il padre di Arturo Vittori
Alcuni disegni preparatori di Fiore del cielo
continua - continua - continua - continua

Da Raffaele Ascenzi ad Arturo Vittori, da Ali di Luce a Fiore del Cielo.

Ideale passaggio di consegne stamani a palazzo dei Priori tra il “vecchio” e il nuovo ideatore della Macchina di Santa Rosa.

In comune, la premiazione dei primi tre classificati. E un extra. La targa ad Ascenzi, per l’impegno dato in questi anni.

“Fiore del Cielo – ha detto Ascenzi – è una gran bella Macchina. Vittori è un mio grande amico e sono certo che sarà in grado di superare gli ostacoli che comportano la realizzazione della Macchina, superati i quali avrà grandi gioie”.

Vittori ha dedicato la vittoria alla sua famiglia e ringraziato i collaboratori del suo studio, dando poi un assaggio di quello che sarà il trasporto della sua Macchina. Per il momento virtuale, con la proiezione di un video. L’effetto è stato impressionante. Se dal vivo riuscirà a rendere anche solo la metà di quanto visto su schermo, Fiore del Cielo è destinata a entrare nel novero delle grandi Macchine che hanno lasciato un segno, come lo è stata Ali di Luce.

“Ho realizzato il filmato – spiega Vittori – tornando dagli Stati Uniti, mentre ero in volo. L’idea di disegnare una Macchina ce l’ho da sempre. Da quando ero piccolo. Ricordo la prima volta che mio padre mi ha portato a seguire il trasporto, mi ha preso in braccio per vedere Spirale di Fede.

Ricordo l’emozione nel vedere lo sforzo e la passione dei Facchini nel trasportare la Macchina”.

Il primo “schizzo” di Fiore del Cielo è di due anni fa. L’idea prende spunto da elementi architettonici che si fondono con la natura, di cui il nostro territorio è ricco: il parco di Bomarzo, Villa Lante, palazzo Farnese, il palazzo dei Papi. Dall’alto ha le sembianze di una rosa ed è suddivisa su quattro livelli.

Al primo, quello in basso, ci sono i Facchini, con la base che richiama i simboli di Viterbo, il leone, la palma, le fontane. Al secondo livello, il globo inferiore rappresenta la fede e la vita terrena della Santa. Al terzo livello, il globo mediano, simbolo della fede purificata e al quarto livello un altro globo sostiene la Santa Rosa avvolta dalla luce.

E’ una Macchina – spiega Vittori – che interagisce con la gente, dialoga. La pioggia di petali, così come le luci che si riflettono sui palazzi circostanti, è l’abbraccio che la Santa offre alla città”.

Per la realizzazione saranno utilizzati materiali come tessuti, metalli e fiori. Il progetto sarà esposto a Chicago insieme ad altri dello studio di Vittori.

Alla presentazione c’erano anche il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini. “La Macchina – ha detto – sarà sfolgorante e non vedo l’ora di vederla”. Sulla stessa linea, anche il capo Facchino Sandro Rossi.

Ma in comune è stato anche il momento degli altri due vincitori, classificati al secondo e terzo posto, premiati dal sindaco Giulio Marini, che ha anche ringraziato per il suo lavoro, l’ingegner De Cesare.

Gianluca di Prospero, terzo. “Con questa targa – ha detto il primo cittadino – riconosciamo non solo il piazzamento fra i primi tre, ma soprattutto una grande passione verso Santa Rosa”.

Quindi il progetto dello studio Grifa, che come ricordato da Marini ha colpito i viterbesi.

Poi il primo classificato, Arturo Vittori. Per lui in mancanza del rullo di tamburi, come avrebbe voluto il sindaco, in una sala del consiglio gremita, il rumore dei piedi sulle assi di legno, ha accompagnato la consegna della targa al vincitore.

Per la pubblicità su la Velina clicca qui o telefona al 3387796471
Istruzioni per l'uso della Velina

I comunicati, le note, gli interventi, le lettere vanno inviati alla redazione in allegato in Word con un riferimento telefonico fisso e nome e cognome del mittenti.

La segreteria di redazione della Velina