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Viterbo - Drammatico incendio in via Pilastro - Una donna, che era all'interno del deposito in fiamme, accusa un gruppo di giovani - Fotocronaca

"Volevano uccidermi dandomi fuoco"

di Ernie Souchak
Viterbo - 13 ottobre 2008 - ore 3,30

Il deposito in via del Pilastro 14
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Patrizia emerge dal fumo che riempie il deposito
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Patrizia Ortolani
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Patrizia racconta e piange
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L'intervento dei vigili del fuoco

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Il fumo nel deposito
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I camion dei vigili del fuoco
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I vigili del fuoco parlano con Patrizia
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Le coperte e gli abiti bruciati
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L'interno del deposito
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Patrizia
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L'interno del deposito pieno di fumo
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L'assessore Sabatini parla con Patrizia
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-“Volevano uccidermi! Volevano darmi fuoco ma io mi sono nascosta per non farmi prendere”. Patrizia Ortolani, 44 anni, piange e si lamenta. E racconta la sua verità sull'incendio divampato ieri sera intorno alle 20, in via del Pilastro a ridosso delle mura.

Ad andare a fuoco sono state un paio di coperte e un vestito. Le povere cose di Patrizia.

“Ora come potrò dormire qui – continua a dire, sempre piangendo -. Mi voleva dare fuoco un gruppo di ragazzi con cui avevo litigato. Volevano che spendessi con loro la mia pensione. Ma io ho una pensione di 200 euro e voglio spenderla per me. Ora mi hanno bruciato le coperte e non potrò dormire qui”.

Patrizia si rammarica di non poter dormire in una sorta di deposito senza porta, senza pavimento, senza letto, senza riscaldamento. Senza nulla che faccia apparire questo luogo un luogo umano. Solo emarginazione e sporcizia. E lei lì ci sta da tempo.

“Sono due mesi che vivo qui – racconta -. La notte ho paura che qualcuno venga a farmi del male. Quando ho sentito il gruppo di ragazzi mi sono nascosta. “Diamogli fuoco a quella zozza”, gridavano. Ho avuto paura. Ho paura di passare qui la notte. Sono una donna”.

Patrizia è confusa. E racconta.
“Avevo un hot dog e un po' di vino e volevo mangiare. Poi sono arrivati. E ora non posso più dormire qui – ripete ossessivamente -. Non ho più una casa. Il mio compagno è stato arrestato e mi ha lasciato senza casa. Mio fratello ha una casa troppo piccola e non ci posso stare. Fra un po' avrò pure una nipotina, ma dove la faccio venire?”.

Patrizia è disperata. A soccorrerla i vigili del fuoco, che in un primo tempo non si erano accorti che dentro al deposito, senza luce e pieno di fumo, c'era una donna. Con la consueta professionalità e pazienza tentano di convincerla ad andare in una casa della Caritas.

Ma Patrizia non vuole.
“Poi mi fanno alzare presto. E io sono stanca”, dice sempre piangendo.

Non è facile da aiutare Patrizia. Arriva un vigile urbano che informa i servizi sociali. E arriva anche l'assessore comunale ai Servizi sociali Daniele Sabatini, che conosce Patrizia e tenta di convincerla a farsi aiutare.

L'incendio a via del Pilastro è stato spento. Sulla cause hanno fatto i primi accertamenti i vigili del fuoco. Ma una cosa è certa: Patrizia, emersa dal fumo come venisse da un altro pianeta, non è ammissibile che viva in quel deposito. Non è possibile che nel 2008 nella opulenta Viterbo ci sia una donna che vive in un casotto. Dormendo per terra. Con una coperta. E rischi di morire per un incendio.

Ernie Souchak

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