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Ronciglione - Gianni Mascagna allena la nazionale

Olimpiadi, un viterbese alla guida del team russo di beach volley

di Giuseppe Ferlicca
Viterbo - 12 agosto 2008 - ore 0,15

Mascagna con le atlete della nazionale Russa
Copyright La Velina

Mascagna durante la videointervista tramite Skype
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- Si troverà tra la Russia e la Georgia. Ma la politica non c'entra.

Questa è un'altra storia. Quella di Gianni Mascagna, 41 anni, di Ronciglione, allenatore della nazionale russa di beach volley femminile.

Un viterbese a Pechino, dove sta vivendo l'esperienza più bella che uno sportivo possa fare, come ci racconta lui stesso, raggiunto da Tusciaweb in video collegamento dalla lontana Cina.

“Da sportivo – spiega – è un sogno che si realizza. Ci sono i più grandi campioni del mondo, squadre super allenate. E' una sfida eccezionale”. Due gli incontri fin qui disputati da Barsouk e Kolodinsky. Le due atlete da lui allenate.

“Purtroppo match persi entrambi – ci spiega – per un soffio. Ma qui è così, il livello è elevatissimo, con squadre preparatissime. Adesso ce la giochiamo con la Georgia. Dobbiamo vincere a tutti i costi”.

Un match delicato anche politicamente. “E' importante – precisa – ma lo sport è un'altra cosa”. Per fortuna.

Classe 1967, Mascagna è arrivato sulla panchina russa nell'ottobre del 2007. “La federazione – ricorda – mi ha chiamato per qualificarci ai Mondiali. Abbiamo centrato questo importante obiettivo”.

Cresciuto nella pallavolo, fin da quando aveva quindici anni, Gianni Mascagna, dal 1999 si è innamorato del beach volley. Un amore corrisposto. Ha conquistato tre scudetti e ad oggi è uno degli atleti italiani più titolati.

La Russia comunque non lo tiene troppo lontano da Ronciglione, dove vive nella sua casa in pieno centro, dividendosi anche con la capitale.

A Ostia ha aperto una scuola, la Beach Volley Academy allo stabilimento Corallo. E adesso la Cina. Un altro mondo davvero. “Qui è tutto straordinario”.

Per descrivere Pechino, Gianni usa soltanto superlativi. Non è che il “grande fratello cinese” ci sta ascoltando? “Assolutamente no, è veramente una realtà straordinaria – sostiene – è tutto bellissimo, c'è tanta gente. Sembrano tutti piccoli soldatini colorati”.

Ma bisogna fare attenzione. “Se esci dal villaggio olimpico – racconta – devi portarti una foto del posto in cui alloggi. Perché come ti allontani un po', nessuno parla inglese e farsi capire diventa un problema”.

Anche questo però, fa parte del sogno di Mascagna. “Questo è un altro mondo – conclude – una volta finite, si tornerà alla realtà”.

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