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Scrive Tommaso Alimelli

Nessun terremoto al Corriere di Viterbo

Viterbo - 17 marzo 2007 - ore 13,30

Tommaso Alimelli del Corriere di Viterbo
Copyright La velina

Riceviamo e pubblichiamo - Caro Carlo,

permettimi di usare questo termine amichevole, anziché quello di direttore, in virtù della nostra comune militanza al “Corriere di Viterbo” - che abbiamo provveduto insieme a creare e a lanciare -, alla lunga e duratura amicizia e alla reciproca stima, almeno credo, che ci lega.

Come ben sai, mi intendo poco, anzi nulla, di Internet, per cui solo tramite amici comuni ho potuto leggere (e inviarti questo mio intervento che, non ho dubbi, avrai la bontà di pubblicare), non senza sorridere, quanto scrive la tua testata senza firma (e m’immagino quindi da riportare a te) a proposito del collega Evandro Ceccarelli che ha lasciato “a sorpresa”, dici tu!, la redazione del “Corriere di Viterbo” di cui era vicecaporedattore.

Per assumere, causando un “terremoto”, la direzione di un quotidiano umbro - “La Gazzetta dell’Umbria”, riserbo finito! - edito dal nostro ex editore Donati, per fortuna sostituito in tempo utile alla guida del nostro gruppo che edita anche, oltre le testate da te citate, Arezzo e Grosseto.

Ceccarelli ha lasciato e ha fatto una scelta. Fatti suoi e giusto riconoscimento, a mio parere, delle sue capacità umane e professionali.

Comunque, permettimi, un altro punto a favore della redazione del “Corriere di Viterbo” dalla quale continuano a emigrare bravi colleghi destinati a incarichi prestigiosi; vedi Ugo Russo oggi a Radio Rai, Giuseppe Castellini oggi direttore del “Giornale dell’Umbria”; Vania Contadini oggi redattrice e conduttrice del Tg3 Lazio; Massimiliano Mascolo oggi a Rai Sport; Antimo Fabozzo oggi quadro della Stampa; Alessandro Usai prima economista al Tg 5 e oggi caporedattore del Tempo; Mauro Avellini, oggi vicedirettore della Nazione; e, a parte altri che probabilmente in questo momento dimentico, te stesso, direttore di questa seguitissima testata on line.

Mi sorprendo, quindi, quando su “Tusciaweb” leggo che la scelta di un paio di colleghi di andare presso altre testate possa configurarsi come un “terremoto”.

Ci vuole ben altro e noi del “Corriere”, e tu con noi, lo sappiamo avendo superato in scioltezza - cioè registrando sempre crescita di vendite, lettori e raccolta pubblicitaria (leggere gli ultimi dati ufficiali Audipress e Ads per credere) - tante situazioni ben più complicate.

Eppure, siamo qui. Anche oggi al lavoro e domani in edicola, come accade puntualmente dall’ormai lontano 3 giugno 1989. Quindi, niente sorprese; e, soprattutto, niente “terremoti”. Tutti i giornali, per loro natura, sono esposti a mutamenti d’assetto e i giornalisti, come i superbravi Vigili del fuoco, sono sempre pronti ad affrontare “emergenze organizzative”. E senza particolari apprensioni.

Come si legge nella stessa tua nota, fin dalla prossima settimana arriverà il nuovo caporedattore Nicola Savino, profondo conoscitore della redazione (che lo stima e lo apprezza in toto), di Viterbo e della Tuscia. In redazione continuano a lavorare colleghi altrettanto bravi, seri ed esperti, dotati di grande spirito di sacrificio, sin dall’inizio colonne portanti di questa testata e non soggetti ai potenti di turno.

Tanto che, giusto per non fare nomi, il sottoscritto Tommaso Alimelli e Nicola Moncada aderiscono puntualmente da anni agli scioperi indetti dal nostro sindacato. E certo non è “merito” loro se sinora, come fai giustamente notare, il giornale è sempre uscito in edicola nonostante i giorni di astensione dal lavoro sin qui previsti. Continuano inoltre a collaborare al “Corriere di Viterbo” nomi prestigiosi tra cui Giuseppe Rescifina, da tempo “firma” del Corriere della Sera e “maestro” per tutti noi redattori anziani.

A Ceccarelli, dunque, vadano le nostre congratulazioni e un grosso (ne ha bisogno) “in bocca al lupo”. Lo stesso valga per Massimiliano Conti. Siamo sopravvissuti a tutto, sopravviveremo anche a questo! In certe occasioni si sente dire: “Sono i migliori che se ne vanno”. Questo non significa però che sono i peggiori quelli che restano. Grazie per l’ospitalità.

Un caro saluto

Tommaso Alimelli - Corriere di Viterbo 

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