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Viterbo - Maria Falcone all'Orioli con il ministro Fioroni per la giornata dell'Educazione alla legalità- Fotoalbum

"Lo Stato è più forte della Mafia"

Viterbo - 26 maggio 2007 - ore 16,30

La gigantografia di Giovanni Falcone
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Le magliette antimafia
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Maria Falcone con l'assessore Gigli
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Maria Falcone con l'assessore Gigli
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- Sullo sfondo due gigantografie di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, in platea centinaia di ragazzi, sul tavolo istituzionale tante presenze di spicco: Maria Falcone, il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, il prefetto Alessandro Giacchetti, il presidente della Provincia Alessandro Mazzoli, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Bruno Pagnani, il dirigente di quello provinciale Romolo Bozzo, il presidente della Consulta provinciale studentesca Elisa Scocchera.

Tra le autorità anche l’assessore alla Pubblica istruzione della Provincia, Ugo Gigli.

Tutti uniti nell’”Educazione alla legalità” all’istituto Orioli di Viterbo, che rientra nella settimana “La scuola siamo noi”, indetta dal ministero della Pubblica istruzione.

Un’iniziativa, come ha ricordato Mazzoli, che arriva “nel momento in cui ricorre il 15° anniversario della strage di Capaci. Lo Stato ha reagito alla mafia ma il prezzo è stato altissimo: ha perso alcune tra le sue persone migliori.

Questa è dunque una giornata per ricordare e di riflessione, in favore di una battaglia culturale, di libertà, civiltà e democrazia. E lo stesso Stato deve essere il punto di riferimento.

Per guardare al futuro dobbiamo riuscire a costruirlo all’insegna della legalità e del rispetto delle istituzioni, o non sarà un futuro di pace e sicurezza. Occorre impegnarci tutti perché si tratta di valori che vanno realizzati non solo per se stessi ma anche per gli altri”.

Maria Falcone ha raccontato di quanti le chiedono costantemente cosa pensa dei giovani. E la risposta – riportata stavolta proprio di fronte a loro – è che quelli di oggi sono molto più attenti, nonostante gli episodi di bullismo e violenza.

Lo Stato, ha inoltre spiegato, con le stragi di Capaci e via D’Amelio ha capito che doveva fare una lotta degna di un Paese civile ed è riuscito a dimostrare di essere più forte della mafia, facendola inabissare.

Poi è stata la volta delle domande dei ragazzi, che hanno spaziato tra scuola e legalità. Uno di loro ha chiesto al ministro Fioroni se negli istituti è iniziata un’azione di lotta alla mafia.

La risposta è stata semplice: se tanti giovani sono presenti oggi, vuol dire di sì. Inoltre, se è iniziata – secondo Fioroni – è proprio perché la scuola genera libertà dall’ignoranza.

La sala è circondata dallo slogan dell’iniziativa “La scuola siamo noi” e da immagini, frasi, articoli di giornale su Falcone e Borsellino. Ma sul muro c’è anche la Carta della legalità, ovvero una serie di principi che i ragazzi – dopo averla illustrata ai presenti - si sono impegnati a rispettare e a far firmare a tutti gli amici.

Assenti dalla manifestazione i rappresentanti del comune.

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