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Viterbo - Parlano i compagni del liceo del ragazzo morto sull'Aurelia bis - Domani i funerali alla chiesa del Murialdo

Commozione e sconcerto tra gli amici di Alessandro

Viterbo - 1 luglio 2007 - ore 3,30

Alessandro Palazzo davanti al Liceo scientifico Ruffini
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Alessandro scherza con gli amici del liceo
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Il pranzo dei cento giorni, Alessandro, in primo piano, sorridente come sempre
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- Commozione. Sconcerto. Dolore.

La morte in un incidente stradale di Alessandro Palazzo ha suscitato questi sentimenti nei suoi amici del liceo scientifico Paolo Ruffini.

Figlio unico di una insegnante d’inglese e di un dipendente Asl, Alessandro aveva appena superato l’esame di maturità e aveva deciso di andare a pesca a Sant’Agostino dove i genitori hanno una casa.

Il suo ricordo tra i suoi amici della quinta B del liceo è vivido e denso di commozione.

“Era un ragazzo forte - racconta un suo compagno di classe -. Quando ci parlavi era semplice. Ma più ci parlavi, più speravi che non uscisse più dalla tua vita. Era forte mentalmente e fisicamente. Non lo abbatteva nulla. Era pieno di vita”.

Alessandro amava il mare.
“Era appassionato di pesca. Io ci avevo parlato il giorno prima che morisse, aveva dato l’esame e ci aveva invitato per il 5 luglio nella sua casa al mare. Il mare era la sua grande passione. Amava la pesca subacquea. Voleva entrare nella Marina. Io credo che quando rinascerà sarà un pesce. Sì, un pesce, tanto amava il mare. Praticava anche il nuoto, ma da qualche tempo aveva smesso”.

Fortissimo l’attaccamento ai genitori e dei genitori al loro figlio unico e tanto desiderato.

“Ogni volta che parlavo con sua madre - è sempre un compagno di scuola che racconta - la prima e l’ultima parola era per Alessandro. Ogni volta che parlava di lui le brillavano gli occhi”.

Anche a scuola era benvoluto e andava bene.
“La sua materia preferita era la storia. L’altro giorno aveva fatto un esame da fantascienza. Aveva portato una tesina sulla pubblicità. Aveva intenzione di andare all’università di Economia e commercio. E poi tentare di entrare in Marina. Nello studio era instancabile. Abbiamo preparato l’esame insieme, e lui non demordeva mai”.

Terribile arriva la notizia della morte.
“All’inizio ho avuto il terrore che fosse rimasto gravemente ferito. Non avrebbe sopportato una menomazione”.

All’interno della classe era un riferimento.
“Era carismatico - ricorda il suo compagno -, teneva unito il gruppo. Non fondeva mai. Quando studiava era instancabile”.

Alessandro era politicamente impegnato.

“Era un ragazzo con la testa sulle spalle e non aveva pregiudizi con chi non la pensava come lui - spiega il suo amico -. E poi non sono queste le cose che fanno un uomo. Anche i professori sono disperati per la sua morte”.

I funerali di Alessandro si terranno domani, lunedì, alle 15,30 alla chiesa del Murialdo il suo quartiere.

Nel corso del funerale verrà ricordato proprio dai suoi amici di scuola.

Ernie Souchak

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