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Viterbo - 13 luglio 2007 - ore 5,30
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Storace al Tennis club |
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La platea |
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Pippi D'Angelo |
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Paolo Caravello |
- “La destra è qui”, un Francesco Storace stanco, senza più la magia del potere, ieri sera ha arringato una settantina di persone al Tennis club, tentando di dire qualcosa di destra.
“Soffrivo di più a restare in An che ad andarmene - ha spiegato -. Quella non è più la mi casa politica. Il nostro è un movimento politico che potrà avere anche un proiezione elettorale. Dobbiamo rimettere al centro della nostra azione il cittadino che il vero espulso della politica”.
E poi giù sui partiti che dicono tutti la stessa cosa, ad iniziare da An che di destra non ha più nulla.
“Tutto ciò che si dice deve essere politicamente corretto. Si sta arrivando al pensiero unico dettato da Repubblica e Corriere della sera. La Destra deve infrangere questo grigiore della politica”.
Poi Storace ricorda uno dei tanti momenti che gli hanno fatto capire che An non è più di destra e che lo hanno spinto ad andarsene.
“Vidi il leader del mio partito - racconta - che andava su una collina di Gerusalemme per dire che: “il fascismo è il male assoluto”. Mentre Berlusconi pubblicava il libro sul comunismo. Questo è stato un segnale di allarme importante. Abbiamo iniziato a perdere la nostra identità. Ecco io sogno un Italia identitaria. Sono contro il relativismo”.
Come dire Berlusconi buono, Fini nobuono.
Non mancano le “rivelazioni”.
“Quando ho deciso di andarmene, l’ultimo giorno, mi hanno fatto decine di telefonate. Ma io non ho risposto, mi hanno scambiato per un che alza il prezzo. Qualcuno mi ha promesso la presidenza del gruppo parlamentare”.
Nostalgia negata, ma di fatto riproposta a tutti i livelli.
Sul Msi.
“Il Msi deve essere rispettato ma non riproposto. Almirante deve essere collocato tra i padri della patria più di Togliatti”.
E poi i ricordi dei tempi eroici.
“Quando attaccavo i manifesti del Msi non avere mai pensato di diventare ministro o senatore”. E poi le casa incendiata e la violenza subita.
Per il presente Storace ha preso contatti con Cirilli a Latina, con Musumeci in Sicilia. Ma quello che ha in mente sembra essere un asse preferenziale con la Lega.
“Unendo il nostro tre per cento e il sei per cento della Lega ci sarebbe in campo una formazione nazionalpopolare quasi del 10 per cento. Una federazione della terra e del lavoro”.
Il nuovo movimento Destra verrà tenuto a battesimo da una grande assemblea costituente. Al posto dei segretari e presidenti di sezione avrà i portavoce del territorio e destinerà la metà del costo della tessera al volontariato. Nelle diatribe interne chiamerà a giudicare la magistratura.
Anche sul simbolo c’è polemica, la vice presidente della Camera, Giorgia Meloni, ha infatti contestato l’uso della fiaccola.
“Mi sarei aspettato una polemica sul l’uso della parola destra”, ironizza Storace. Ma si sa An non ha più nulla di destra, secondo lo storacepensiero.
Tra i politici presenti due prendono la parola e si arruolano nelle truppe storaciane: Pippi D’Angelo e Paolo Caravello.
Non manca, una riflessione sulla Allegrini e la politica della destra viterbese, sollecitata da una domanda.
“Laura Allegrini ha tutto il tempo di riflettere. Ovviamente ognuno è libero di fare ciò che vuole. Non ritengo poi che la gratitudine sia una categoria della politica. Certo, se non ci fossi stato io, la Allegrini non sarebbe diventata senatrice. Quando ho visto che stavano facendo fuori tutti i rappresentati viterbesi, riuscii ad inserire la Allegrini grazie alle quote rosa. Qui a Viterbo ci sono persone a cui voglio bene come la Allegrini e Gabbianelli. Ma sono persone che sul piano politico sono incoerenti”.
Ernie Souchak
I comunicati, le note, gli interventi, le lettere vanno inviati alla redazione in allegato in Word con un riferimento telefonico fisso e nome e cognome del mittenti.
La segreteria di redazione della Velina