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Congresso Ds - Intervista a Valerio De Nardo della mozione Mussi

Partito democratico, c’è chi dice no

di Laura Ognibene
Viterbo 26 febbraio 2007 - ore 1,00

Valerio De Nardo
copyright La Velina

Mussi all'università della Tuscia
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- “Hic Rodus hic salta (Qui è Rodi, qui bisogna saltare, ndr). Al di là di quel che viene detto, in questo congresso si sceglierà se mantenere in vita una grande forza della sinistra oppure accogliere la proposta di Romano Prodi, sciogliere i Democratici di Sinistra e procedere alla loro fusione con la Margherita, perché ciò e non altro è il Partito Democratico”.

E’ secca l’analisi di Valerio De Nardo, uno dei coordinatori viterbesi della mozione “A Sinistra. Per il socialismo europeo”, che candida Fabio Mussi alla segreteria del partito della Quercia, in vista del suo quarto congresso.

Perché vi opponete alla proposta di aprire la fase costituente del Partito democratico?

“Occorre in Italia, come in Europa e nel resto del mondo, mantenere viva e aperta una prospettiva socialista.

Servono ancora la tavola dei valori e la cassetta degli attrezzi della Sinistra.

Per questo lo scioglimento dei Ds e la fusione con Dl ci appare come una scelta avventata, senza un profilo valoriale, culturale e programmatico sufficientemente condiviso.

Non credo che la ‘fase costituente’ sanerà questa insufficienza: purtroppo pare prevalere l’accordo tra i gruppi dirigenti piuttosto che la discussione politico-culturale.

Per questo qualcuno parla di ‘fusione a freddo’, mentre qualcun altro ha detto che con cinismo e sciatteria si sta liquidando una grande storia”.

Eppure la crisi di governo sembra chiedere un “timone riformista” più forte.

“Tutt’altro! Noi riteniamo la prospettiva di sciogliere i Ds nel Partito democratico una scelta che indebolisce non soltanto la sinistra, ma l’intera coalizione di governo del Paese, perché offre una sponda alle manovre neocentriste rischiando di far saltare lo schema bipolare, e, quindi, di radicalizzare alcune posizioni estreme.

Noi puntiamo invece a un rafforzamento dell’Unione caratterizzandone in maniera ancora più condivisa il profilo programmatico”.

Qual è la vostra piattaforma politica?

“La mozione Mussi propone alcune idee forti per costruire un mondo più giusto, un pianeta in equilibrio, un futuro di pace, per avere un’Europa democratica e sociale e una Italia capace di definire la qualità del suo sviluppo.

Siamo convinti della centralità del lavoro, avendo chiaro l’obiettivo di una piena, buona e stabile occupazione. Ma siamo altrettanto convinti che vi sia oggi la necessità di riaffermare la forza di uno stato laico e di rilanciare su un terreno più avanzato i temi dei diritti civili e della libertà.

Infine pensiamo che la riforma della politica e il ripristino dell’etica pubblica siano oggi la questione democratica e istituzionale più importante per la sinistra”.

Siete accusati di “scissionismo”.

“Nel codice genetico di certa sinistra prevale il conformismo e l’abitudine a non tollerare chi la pensa diversamente.

Noi riteniamo che debba essere il congresso a decidere ed il nostro impegno è quello di cercare di determinarne l’esito politico.

Crediamo che manifestare il nostro dissenso faccia parte della responsabilità di iscritti, militanti e dirigenti che non condividono una proposta politica”.

E se prevale la mozione Fassino?

“Intanto noi lavoriamo perché ciò non accada, dopo di che si aprirà una fase in cui si va allo scioglimento di un partito che esiste per costituirne uno nuovo.

In tal caso ciascuno deciderà se aderirvi, ma io temo molto l’abbandono silenzioso di tante compagne e tanti compagni.

Non si può trascurare che uno dei contraenti il patto fondativo del Partito democratico, la Margherita, non intende stare, più che legittimamente, nel Partito del socialismo europeo e nell’Internazione socialista, che costituiscono il campo delle forze di progresso in Europa e nel mondo.

Ma perché deve fuoriuscirne la forza dei Ds? Noi pensiamo che vi sia spazio per la riorganizzazione delle forze di sinistra intorno ad una opzione laica, socialista, ecologista e che si debba continuare a presidiare questo spazio, che è proprio di una moderna sinistra di governo.

Comunque quel che accadrà dopo il congresso è ancora tutto ancora da scrivere e da vedere. Nulla è scontato e per questo chiediamo alle iscritte e agli iscritti dei Ds di sostenere la mozione Mussi con il loro voto nei congressi di sezione”.

Laura Ognibene

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