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Base americana a Vicenza - Una riflessione di Emanuele Aronne

Per non fare lo stesso errore di Zaccagnini

Viterbo 19 febbraio 2007 - ore 1,30

Pasetto con Mariani
copyright La Velina

Riceviamo e pubblichiamo
- Il fine settimana appena trascorso è stato per il partito della Margherita di Viterbo un momento importante essendosi celebrato il congresso provinciale.

Durante la relazione di apertura il segretario uscente Marcello Mariani, nel raccontare un aneddoto sui suoi inizi in politica, ha citato ed elogiato la figura di Benigno Zaccagnini. Questo nome, sebbene faccia parte di una generazione diversa dalla mia, non mi è sembrato nuovo ma non ho collegato subito cosa mi ricordasse.

Riflettendoci su sono riuscito a ricostruire il perché questo nome mi suonasse familiare: Benigno Zaccagnini fu ministro dei Lavori Pubblici negli anni in cui si costruiva la diga del Vajont.

Subito ho fatto una ricerca ed ho riscontrato come anche questo statista, della grandezza del quale non ho motivo di dubitare, abbia commesso un errore che i politici del centrosinistra di oggi sembra vogliano ripetere, quello di non ascoltare la gente che rappresentano a favore di interessi di presunto ordine superiore.

Il ministro Zaccagnini fu avvisato a più riprese dagli abitanti della zona interessata alla costruzione di quella maledetta diga del pericolo che quell’opera avrebbe potuto portare, di quanto la gente del luogo non volesse che, proprio lì, venisse costruita la più grande diga allora esistente ma si lasciò guidare da interessi diversi rispetto alle proteste di alcuni montanari bellunesi. La storia ci racconta come andarono le cose.

A me questa vicenda, con le debite proporzioni, ricorda tanto quella della base americana che i cittadini di Vicenza proprio non vogliono.

Al di là della vicinanza geografica tra Longarone e Vicenza a me sembra che la somiglianza più grande sia quella di una classe politica che non ascolta i cittadini, la gente comune. Questa cecità non può che portare ad una sfiducia delle persone comuni rispetto a chi è stato mandato a Roma per rappresentare le istanze della gente.

Capisco che ci siano accordi internazionali, protocolli d’intesa e quant’altro, ma credo anche che una coalizione di centrosinistra che voglia essere rappresentativa degli ideali dei suoi elettori non possa fare orecchie da mercante, anche a costo di assumersi responsabilità importanti. Se proprio qualcuno deve rimanere scontento non vedo perché debbano essere i cittadini di Vicenza.

L’attuale premier spagnolo Zapatero aveva promesso in campagna elettorale cose importanti ai suoi potenziali elettori, cose che, certamente, non avrebbero riscontrato il consenso della comunità internazionale ma che avrebbero assecondato i desideri legittimi di una nazione.

Una volta eletto non si è curato di nulla e ha messo in opera con una eccezionale drasticità il suo programma, quel programma per cui i cittadini gli hanno dato fiducia.

Gli stessi americani, quando si tratta di proteggere anche solo un cittadino statunitense, sono irremovibili anche a costo di andare contro accordi internazionali o rapporti diplomatici.

I piloti che per giocare a fare i top gun hanno abbattuto la funivia del Cermis non sono mai stati consegnati alle autorità italiane cosi come il soldato che ha sparato a Calipari e tante altre storie come queste si potrebbero raccontare.

Giusto o sbagliato che sia gli americani, quando si tratta di difendere la propria gente, anche quella che ha sbagliato, fanno quadrato.

Ora mi chiedo perché noi italiani, che tanto inneggiamo al modello d’oltre atlantico, non possiamo avere nei loro confronti lo stesso atteggiamento che loro hanno nei nostri?

Perché un governo di centrosinistra non ha il coraggio di dire no ad una base americana in territorio nazionale (quando tra l’altro che n’è già più d’una).

Sono i cittadini a chiederlo, gli stessi che si accusano di essere distanti dalla politica.

Ma se la politica vuole avvicinare la gente a se deve dare risposte concrete.

Per un governo di centrosinistra poi credo sia un dovere assoluto.

L’Italia ripudia la guerra. Così recita la Costituzione e mi sembra che sia un motivo più che valido per dire no alla base di Vicenza. Se poi sono gli abitanti a chiederlo...


Non commettiamo lo stesso errore che commise Benigno Zaccagnini, quello di sottovalutare le paure della gente. Allora l’esito fu tragico, speriamo che stavolta non si debba avere a pentirsene.

Emanuele Aronne

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