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Intervista a Enzo Jacchetti

"Sono sempre stato di sinistra"

Varese 1 settembre 1997 - ore 1,30

Enzo Jacchetti
copyright La Velina


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- "Sono sempre stato di sinistra. Problemi non ne ho mai avuti. Salvo i primi tempi che lavoravo con Berlusconi. 1 servi di Berlusconi mi odiano. Feltri e Liguori dicono che sono un comunista che ruba alla mensa del padrone". Enzo Jacchetti, 45 anni nato a Castelleone nel Cremonese e da anni cittadino di Luino, arriva stanco alla festa di Rifondazione di Laveno Mombello.

Giubbottino e calzoni color crema, scarpe da ginnastica. Non sembra proprio il tipico uomo di spettacolo. Nessuna prosopopea. Nessun vezzo. Parla con la gente e commenta l'inclemenza del tempo.

"Piove che Dio la manda", ripete facendo il verso a se stesso. E poi rivolgendosi al pubblico... "Piove a dirotto! Dio, come sapete non è comunista, e neppure leghista (a pochi passi dalla festa di Rifondazione c'è quella della Lega, ndr). Come sempre è democristano". E il pubblico, rintanato per la pioggia sotto un telone, sorride. Ma Jacchetti non è solo uomo di spettacolo e accetta una intervista un po' diversa. Tutta politica. Accetta nonostante la stanchezza.

Ha avuto mai problemi nel mondo dello spettacolo? Lei che da sempre è di sinistra.

"Sì, son sempre stato da questa parte. Gli unici problemi li ho avuti agli inizi del mio lavoro con la Fininvest. I servi di Berlusconi, come Feltri o Liguori, dicevano che ero un comunista che rubava alla mensa del padrone".

Cosa pensa di questo governo di centrosinistra? del governo Prodi?

"Prodi non mi è simpatico. Ma non è certo peggio del peggior governo che abbiamo avuto".

Il peggior governo?

"Quello di Berlusconi!".

Tornando a Prodi...

"Ripeto: non mi è simpatico. Io continuo a pensare che viene dalla Dc e quindi non può essere il mio leader. Ma bisognerà aspettare qualche anno per vedere i risultati. D'altra parte i problemi italiani sono tali che ci vorrà un lungo periodo per risolverli. In ogni caso mi sembra di intuire che si sta andando verso un periodo migliore. Voglio dire... se l'inflazione scende mi fa piacere ...".

Non mancano però scelte che la gente difficilmente accetta.

"Certo ci possono essere mosse impopolari. Ma credo sia necessario entrare in Europa. E mi sembra che ci si stia riuscendo. Grazie ai sacrifici di tutti i cittadini onesti".

Fausto Bertinotti come lo vede?

"Penso che si stia comportando coerentemente con quanto aveva detto al momento del voto. E poi Bertinotti non è una persona che decide di mandare a casa il governo a capocchia. Finora mi è piaciuto".

E D'Alema...

"È antipatico. Ma può essere il leader di una sana socialdemocrazia".

Qual è il suo passato politico?

"Sono stato uno studente attivo e impegnato. Sono stato vicino a Democrazia proletaria. Leggo ancora con piacere i libri di Capanna. Nel Pci dopo Berlinguer, non mi è piaciuto più nessuno. Il Partito comunista poi era molto chiuso, mentre le altre formazioni erano più accessibili".

È stato mai iscritto a qualche partito?

"No! e non credo sia necessario".

In cosa consisteva e consiste la sua militanza?

"Beh, ad esempio come cabarettista da sempre vado alle feste dell'Unità o comunque alla feste della sinistra senza chiedere tanti soldi".

Quanto guadagna?

"Guadagno molto. Ma non ho un rapporto particolare con il denaro. In ogni caso pago tutte le tasse che ammontano al 51 per cento di quanto guadagno".

Cosa pensa della Lega e di Bossi?

"Non sono per nulla d'accordo con la secessione. L'idea di creare la Padania è addirittura inconcepibile. Io sono fiero di poter andare in Sicilia quando e come voglio. Per dirne una. Per quanto riguarda il federalismo poi ormai siamo tutti federalisti. A ben vedere Bossi in realtà dice oggi quello che diceva una volta la sinistra quando metteva sotto accusa il Palazzo. Anche se lo fa in modo rozzo e qualunquista con slogan come "Roma ladrona". Il loro consenso è frutto della insoddisfazione da parte della gente per le scelte della sinistra".

Come giudica Bossi?

"Un buon cabarettista. Come un po' tutta la leadership leghista. Bossi a volte mi fa veramente ridere di gusto. Come Fede, è uno di quei personaggi che ci vuole. Quando va a prendere l'acqua nel ruscello mi sembra come mister Bean. Il comico inglese. Se all'estero vedessero certe scene non ci darebbero una lira di credibilità".

Lei sta partecipando alla campagna Liberi Liberi in favore di Sofri, Bompressi e Pietrostefani. Come valuta il ritorno di Toni Negri?

"Solidarizzo con Sofri e gli altri perché sono rimasti qua. Oppure sono tornati. Negri non mi è molto simpatico. La gente che scappa non mi è mai piaciuta. Negri lo ricordo come un punto di equilibrio tra ideali e la paura che tutto fosse sbagliato. Scelse un via stretta tra terrorismo e giustizia. A suo tempo leggevo i suoi scritti ma quasi mai condividevo quello che diceva".

Che rapporto ha con Costanzo? Un ex piduista...

"Con Maurizio Costanzo ho un rapporto molto umano. Gli voglio bene veramente. Non solo per la possibilità che mi ha dato. Per quanto riguarda il suo passato gli voglio credere. Anche perché nella vita si sbaglia un po' tutti. Anch'io ho sbagliato, anche se in campi magari meno importanti. Quello che ha fatto dopo, poi, mi sembra valido. Alcune puntate del Costanzo Show non mi piacciono. Ma lui è sempre un grande professionista. È cambiato rientra tra le persone buone". Jacchetti fa un ultimo tentativo di dare vita allo spettacolo insieme a Rocco Barbaro. Ma piove troppo. "Piove che Dio la manda". È proprio vero Dio non è comunista...

Carlo Galeotti

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