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Viterbo - Il funerale del giornalista Mascolo - Fotocronaca

Addio Peppe

Viterbo - 19 agosto 2007 - ore 0,10

Un giocatore della Viterbese depone una maglia gialloblù sulla bara

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La moglie e i parenti

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Il figlio Massimiliano

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La chiesa gremita

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L'omelia di padre Ignazio

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Il presidente della Provincia Mazzoli, Grattarola e Delle Monache

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Il figlio Massimiliano

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I giocatori della Viterbese

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La bara trasportata a spalla

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Il sindaco Gabbianelli con Andrea Acali, caporedattore della redazione del Tempo

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- “Questo sarebbe stato il 56esimo campionato della Viterbese che avrebbe seguito. La Viterbese e il giornalismo sono state le sue due grandi passioni”. Con toni pacati, il figlio Massimiliano ha ricordato ieri mattina dal pulpito, in una chiesa del Murialdo gremita in gran parte di colleghi e amici, la figura del giornalista Giuseppe Mascolo.

Le grandi passioni di Mascolo non hanno potuto non essere presenti al momento dell’addio. Una rappresentanza di giocatori della Viterbese ha deposto una maglia gialloblù sulla bara e nella chiesa si sono viste diverse generazioni di giornalisti che hanno lavorato con Mascolo o che lo hanno incrociato nei lunghi anni di intensa attività. Tra questi i giornalisti della redazione viterbese del Tempo.

Hanno partecipato alla cerimonia funebre anche il sindaco di Viterbo, Giancarlo Gabbianelli, il presidente della Provincia, Alessandro Mazzoli, e assessori comunali e provinciali.

Padre Ignazio, nella sua omelia, ha sottolineato come Mascolo “con la sua attività professionale ha dato un tono alla città. Ha inciso nella vita cittadina. Ha promosso una trasformazione in positivo della comunità”.

Dopo l’omelia, il figlio Massimiliano ha letto, non senza commozione, un saluto del giornalista Eraldo Delle Monache all’amico di sempre.

E poi ha ricordato l’attaccamento alla professione del padre e la sua grande passione per la Viterbese.

Massimiliano ha anche raccontato come Peppe Mascolo si stava preparando a seguire la Viterbese da casa con Internet, “ma Dio gli ha evitato questa pena”.

Una celebrazione priva di orpelli come sarebbe piaciuta a Mascolo.

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